Immagine della testata con Raffaella Luna

FRANCO MORONE & RAFFAELLA LUNA

le canzoni che
amiamo

Naturalmente vorrei cominciare parlando di Songs We Love: com'Ŕ nata l'idea del vostro disco e come avete scelto i brani da inserire?

Si tratta di brani che in qualche modo sono legati alla nostra generazione. Insieme, gradualmente, abbiamo trovato una strada comune per l'interpretazione. Sebbene io abbia studiato canto lirico, ho sempre cantato anche cose diverse. Con Franco ho subito trovato un punto d'incontro, di quelli che si percepiscono quasi per magia e sprigionano una forte carica positiva. Cose che ti accorgi subito che vale la pena condividere.

L'impostazione classica della voce si sente, in alcuni brani Ŕ quasi prepotente..

Sono nata in una casa dove si faceva molta musica. Ci si trovava a cantare, una tradizione sia per nonno materno che paterno. Una famiglia numerosissima la mia, mamma Dusolina, ultima di tredici figli, papÓ Giulio, quarto di sei; io ho tre fratelli, Gianni, Amerigo e Marzio. Ci riunivamo per cantare tutti assieme, soprattutto brani popolari. E io venivo sempre coinvolta, malgrado la mia timidezza e fossi la pi¨ piccolina. Ma devo dire che mi Ŕ servito molto, Ŕ stato fondamentale per prendere confidenza con la voce. Ma non c'era nessuna preparazione dietro, sono sempre andata ad orecchio. La voglia di studiare seriamente Ŕ venuta in un secondo momento, incoraggiata anche da alcuni maestri che mi hanno saputo aiutare molto. Anche per capire cosa succede 'dentro' quando si canta.

Tornare alla canzone 'pop' ti ha obbligato in qualche modo a cambiare il tuo modo di cantare?

No, Ŕ stato assolutamente normale. Si tratta di cambi di registro, ma la tecnica Ŕ la stessa. In ogni caso c'Ŕ sempre stata molta musica nella mia vita, con una grande passione per i chitarristi, anche prima d'incontrare Franco. John Fahey, Leo Kottke, John Renbourn e tanti altri mi hanno accompagnata per molti anni. Sono cose che lasciano un segno..

Vogliamo parlare un po' dei tuoi brani originali?

Vedo che conosci bene il disco!

Devo confessarti che staziona nel lettore cd della mia macchina da parecchio. E non Ŕ una cosa che mi capita spesso. Si sente tutta la cura che ci avete messo, in cui c'Ŕ poco o nulla di lasciato al caso.

E' stata un'esperienza importante, direi fondamentale. Scrivere canzoni pu˛ essere facile o difficile, molto dipende da come ci si sente. Anche se credo che sia dai momenti pi¨ difficili che escono le cose migliori. Alla fine abbiamo deciso di inserire nel cd "Roses, Skies Blue", "La Nuit" e "Il Tempo Per Noi", su cui Franco, traendo spunto dalle mie versioni originali piuttosto rudimentali dal punto di vista chitarristico, ha lavorato con la sua sensibilitÓ impreziosendo la melodia con arrangiamenti stupendi. Spero, comunque, di continuare a lavorare in questa direzione, con belle melodie e testi con significati che vadano oltre la semplice canzone da intrattenimento; per brani che valga la pena interpretare. PerchŔ il risultato Ŕ una soddisfazione enorme. La perfezione nella musica Ŕ importante, ma quello che cerco Ŕ soprattutto l'intensitÓ interpretativa e le emozioni che si possono trasmettere. E, sinceramente, con i primi concerti abbiamo ricevuto un grande riscontro di critica e di pubblico.. Per me questo disco rappresenta veramente un sogno che diventa realtÓ, una tappa importante della mia carriera. Che, del resto, non Ŕ iniziata con questo disco, ma Ŕ partita da lontano attraverso l'incontro con Franco con cui ho condiviso moltissime esperienze. Non solo prove, registrazioni e concerti, ma anche seminari, workshop, i tanti viaggi per arrivare nei luoghi dei concerti, contatti con persone meravigliose che, oltre a questa passione, in comune hanno una sensibilitÓ e una scala di valori difficilmente riscontrabile in altri contesti.

Mario Giovannini - CHITARRE n. 273